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la
musica a cappella
una rapida panoramica... per
cominciare ad orientarsi!
di Milena Macchini |
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22
settembre 2002: bobby mc ferrin & voicestra
in concerto a Milano.
leggi la recensione di Fulvio |
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PERCHE' "A
CAPPELLA"?
Il termine "a cappella"
prende ispirazione dal canto polifonico classico, che conobbe grande
splendore nel periodo rinascimentale. In chiesa il coro si posizionava
nella cantoria, solitamente ubicata sotto la cappella più importante.
Con il tempo la dicitura "a cappella" fu usata in modo
specifico per definire il canto senza accompagnamento strumentale, e il
termine italiano è ora utilizzato in tutto il mondo (anche se spesso
storpiato in “acapella”). |
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Da dove nasce
il canto a cappella moderno?
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Gli si
possono attribuire tante nascite, tanti filoni che nel corso degli anni si sono
sovrapposti e influenzati vicendevolmente, pur continuando ad esistere ciascuno
nella propria originalità.
Stiamo parlando infatti degli spiritual - frutto a loro volta dell'unione
tra i ritmi dei canti africani degli schiavi e gli inni dei coloni inglesi - del
gospel, del folk tradizionale irlandese e inglese, del doo-wop
americano degli anni '50, ma soprattutto dell'uso della voce nel canto jazz. Nel
jazz infatti la voce non è più solo parola cantata ma diventa essa stessa uno
strumento musicale.
In questo modo qualsiasi brano può essere arrangiato "a cappella", toccando
tutti gli stili musicali, andando oltre al concetto di "canzone" e rivolgendosi
a partiture che nascono come strumentali; alla voce, o alle voci, a cui è
affidata la melodia, si affiancano le voci che eseguono un vero e proprio
accompagnamento "strumentale" e ritmico (contrabbasso, basso... persino
percussioni vocali) imitando il suono degli strumenti oppure utilizzando
sillabe, fonemi e pattern e che ne rendano le sonorità.
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Uno sguardo
alla musica del novecento...
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'L'America del novecento, multiculturale e
multietnica, dopo aver visto la nascita dei cori Gospel e la rapida diffusione
di quell'innovativo stile musicale che fu il jazz, è terreno fertile al
proliferare dei gruppi vocali.
I primi, a partire dagli anni '30, sono gli "storici" Ink Spots, i Mills
Brothers, le Boswell Sisters e poi le Andrew Sisters, che annoverano nel loro
repertorio canzoni pop, blues, jazz e duettano con Louis Armstrong ed Ella
Fitzgerald, inventori e primi grandi interpreti dello scat (l'assolo cantato
senza parole).
Gruppi come il Golden Gate Quartet, grande quartetto creatore del genere
spiritual come è conosciuto oggi , hanno tra i primi registrato molti brani
completamente "a cappella", in cui le voci imitano il suono dei fiati di
un'orchestra jazz.
Nello stesso periodo, negli anni tra il '40 e il '60, prendono piede due
espressioni vocali particolari, molto diverse tra loro: i quartetti barbershop
il doo-wop.
I primi nascono negli anni ’40; il nome cita i negozi di barbiere, che furono
spesso teatro di questo tipo di musica popolare in quanto luoghi di
aggregazione. Quattro voci omoritmiche maschili eseguono canzoni con testi
semplici e spesso divertenti, utilizzando intervalli armonici ravvicinati (“close
harmony”). Per Doo-woop si intende invece quella serie di gruppi vocali (sempre
con accompagnamento di band e orchestre) che negli anni ’50 utilizzavano sillabe
senza senso (doo-wop, sh-boom, sha-la-la, ecc... ecc…) per arricchire di ritmo e
sfondi sonori le canzoni.
Questi stili, musicalmente molto legati allo swing e quindi all'intrattenimento,
conquistano anche i vocalist d'oltre oceano: in Germania i Comedian Harmonists
raggiungono livelli tali che i loro arrangiamenti vocali del repertorio popolare
tedesco riconquistano a loro volta l'audience americana. .
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In America negli anni
'60 convivono diversi fenomeni : mentre la Motown sforna miriadi di gruppi
vocal-strumentali a diffusione commerciale, il terzetto americano Lambert,
Hendricks & Ross è mattatore del vocalese, spianando la strada che
dagli
anni '70 percorreranno i Manatthan Transfer.
Ma anche dall’Europa arrivano voci importanti nel
decennio tra il 60 e il 70: mentre il sestetto maschile King Singers utilizza le
tecniche di canto classico per interpretare le canzoni di Lennon e Mc Cartney,
il gruppo inglese Swingle Singers “canta” i più celebri brani per orchestra di
Mozart! E’ la strada della sperimentazione, la stessa percorsa da Bobby Mc
Ferrin che negli anni ‘80 arriverà ad incidere interi LP con la sua sola voce!
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Sull’onda di queste genialità, a partire dai tardi anni ’70 nascono un
po’ per gioco all’interno delle università statunitensi piccoli gruppi
vocali, che uniscono le sonorità folk di quegli anni con il gospel, il
barbershop, il doo-wop e la musica pop, cominciando a creare quel genere
in continuo divenire che è la musica a cappella contemporanea.
Questi piccoli gruppi iniziano a cantare agli angoli delle strade, poi
nei locali e alle feste, e infine come i Nylon arrivano a
realizzare grandi “radio hit” completamente a cappella o, come i
Rockapella, conquistano il grande pubblico grazie alla
partecipazione a ben 295 puntate dello show televisivo “ Where in the
world is Carmen Sandiego?”
Si spiana la strada per i gruppi pronti a nascere negli anni ’80, come i
Bobs, quartetto dall’umorismo caustico che propone brani
originali con arrangiamenti pluri-premiati dalla critica del settore e
non; i Take Six, sinonimo in tutto il mondo di gospel a cappella;
e, fuori dall’America, il gruppo svedese di raffinato “vocal jazz”
Real Group e gli inglesi Flying Pickets. Negli anni ’90,
ancora, nascono gli House Jacks e gli M-Pact, vere rock
band senza strumenti, e i Vocal Sampling, sorprendente gruppo
cubano re delle percussioni vocali.
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e in italia...?
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L'Italia
vanta una secolare tradizione di corali polifoniche, nonchè l'importante realtà
popolare del coro alpino. Negli anni '40 si ascoltavano i Platters e le Peters
Sisters, i primi gruppi americani ad avere successo nel nostro paese.
Ma in quegli
anni è soprattutto il Quartetto Cetra, insieme con il Trio Lescano e importanti
interpreti come Rabagliati, pioniere dello swing italiano, a importare
"quel" modo di cantare che arrivava direttamente d'oltreoceano.
Anche se mai
direttamente "a cappella", si trattava di una vocalità spiccatamente ritmica e
"strumentale", sempre legata allo spettacolo. Fino agli anni '50 su questa scia nascono diversi gruppi
destinati a un discreto successo (aiutati dall'avvento della televisione!): il
quartetto maschile Radar, i cabarettisti Brutos, i 4+4 di Nora Orlandi...
Dopo
quest'exploit, dagli anni 60 agli anni 90, questo tipo di produzioni musicali
sembra estinguersi: l'Italia è patria di centinaia di gruppi musicali, di molti
grandiosi interpreti e geniali cantautori, ma i gruppi vocali sembrano un
nostalgico ricordo.
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La vittoria
al Festival di Sanremo nel 1994 da parte del gruppo italiano Neri per
Caso, con
una canzone eseguita completamente "a cappella", ha acceso una certa
curiosità nei confronti di questo genere, ma non ha purtroppo segnato la
nascita di una cultura "a cappella" italiana, che vive solo in alcune
caratteristiche espressioni popolari (come i Tenores sardi). Così, dei
molteplici gruppi "a cappella" che prosperano in America, in Italia
non giunge eco... se non per pochi appassionati. Ciononostante, anche
in Italia sono nati, a partire dagli anni '80, numerosi gruppi vocali
"a cappella": professionali o amatoriali, riprendono gli stilemi del
jazz, del gospel, del doo wop, fanno incursioni nel pop e rock, accostando
il tutto all'importante tradizione della canzone italiana, ciascuno con
le proprie peculiarità; una piccola realtà, l'espressione di una grande
passione.
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Keep
on singing!
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Linkografia...
per saperne un po' di più |
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Barbershop
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Il
mondo del doo wop |
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Lo
stile vocalese
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Boswell
Sisters |
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Ink
Spots
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Mills
Brothers |
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Andrew
Sisters
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Louis
Armstrong |
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Golden
Gate Quartet
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Ella
Fitzgerald |
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Lambert,
Hendricks e Ross
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Manhattan Transfer |
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Motown
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Swingle
Singers |
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the King Singers |
Bobby
Mc Ferrin
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Real Group |
Take
6 |
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the Bobs |
House
Jacks |
|
Rockapella
|
Flying
Pickets
|
|
Quartetto
Cetra |
Neri per Caso
(sito non ufficiale) |
|
Alti
e Bassi quintetto vocale |
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